domenica 23 giugno 2013

INCHIESTA SUL SESSO IN VATICANO RACCONTI DI ORGE GAY CON MINORI E DI UN ALTO PRELATO. VERIFICHE SULL’AT T E N D I B I L I T

L
a Procura di Savona ha aperto un’inda -gine per accertare se esista davvero la
lobby gay in Vaticano. Nel fascicolo sono
confluite registrazioni nelle quali si parla
di possibili casi di corruzione, ma soprattutto di orge
in appartamenti romani e persino all'interno delle
mura vaticane che avrebbero coinvolto ragazzi, al-cuni forse minori, e un altissimo prelato.
La riservatezza sulle indagini, seguite personal-mente dal procuratore capo, è massima. Il fasci-colo è stato aperto due mesi fa e contiene una doz-zina di registrazioni di colloqui telefonici. Le con-versazioni sono state raccolte da Francesco Za-nardi, blogger e attivista della rete L’abuso, un
movimento che si batte con toni molto accesi con-tro le molestie compiute da sacerdoti. A parlare
nelle conversazioni registrate è il manager di una
multinazionale che sostiene di aver avuto accesso
al sistema informatico vaticano, di avere fatto af-fari con alcuni personaggi vicini alla Segreteria di
Stato e di aver frequentato altissimi prelati e, so-prattutto, di aver assistito personalmente o di ave-re visto video di incontri a luci rosse, alcuni dei
quali sarebbero avvenuti all'interno della Santa
Sede.
LA STORIA COMINCIA oltre un anno fa quando
Zanardi viene contattato dal manager. L’uomo ha
lavorato per una società basata a Londra che fattura
600 mila sterline nel Regno Unito e ha aperto una
b ra n c h  in Italia. Si dice stufo di questo giro immo-rale e fornisce elementi che
dovrebbero dimostrare le
sue frequentazioni Oltrete-vere: numeri telefonici di
personaggi importanti e in-dirizzi. Sostiene di poter
provare il suo ingresso in
Vaticano tramite il localiz-zatore del cellulare nelle ore
serali. Mentre il manager
racconta, Zanardi registra
scrupolosamente. “In questi anni – racconta l'uo-mo – per ragioni di lavoro ho avuto occasione di
avere accesso ad ambienti vaticani e anche ai per-sonal computer riservati di alti prelati”. Un rap-porto di fiducia che, sostiene il manager, sarebbe
presto sconfinato nella sfera intima di sacerdoti e
consulenti importanti della
Curia. L'uomo mostra nu-meri di telefono che, secon-do il racconto, sarebbero
stati utilizzati per concor-dare incontri a sfondo ses-suale e per scambiare sms
con i ragazzi. Oltre alla ve-rifica dell’attendibilità del
manager, è questo il punto
più delicato: il manager so-stiene che alcuni ragazzi
contattati per gli incontri
non erano maggiorenni eornisce anche numeri di telefono di uomini di
spettacolo che si sarebbero rivolti a lui per incontri,
anche con minori.
I racconti ovviamente devono essere verificati con
grande cautela. Riguardano avvenimenti che si sa-rebbero verificati anche all'interno di uno Stato
straniero, la Città del Vaticano. Gli in-vestigatori non escludono il rischio di
un mitomane o di un complotto.
Questo è il racconto, ripetuto più vol-te al telefono e di persona: “Visto che
avevo dimostrato di essere una per-sona di fiducia e riservata, e che avevo
conosciuto molti esponenti della Cu-ria e loro amici manager, mi fu affi-dato il compito di reclutare uomini e
ragazzi da accompagnare in Vaticano
per serate a sfondo sessuale cui do-veva partecipare un alto prelato che
spesso si reca a Roma per la sua mis-sione. La maggior parte aveva intorno ai vent'anni,
ma alcuni almeno all'inizio mi risulta che fossero
minorenni”. Zanardi chiede prove. Gli viene con-cessa l'occasione di parlare telefonicamente con un
ragazzo che gli fornisce il proprio nome, nonché
riferimenti per consultare la sua bacheca facebook:
“Disse – racconta Zanardi – di
essere un giovane in difficoltà,
che per cercare di sopravvivere
svolgeva il lavoro di posteggiato-re abusivo nelle strade di Roma.
Mi confermò di essere stato re-clutato per partecipare agli in-contri sessuali. Confermò anche
che una sera alla settimana il ma-nager lo passava a prendere per
andare in Vaticano agli incontri
con prelati”. I racconti del ma-nager e del giovane sono detta-gliati ma impossibili da verifica-re e descrivono vere e proprie orge: “All'inizio della
serata si mangiava, si scherzava tutti insieme. Poi si
passava in un'altra stanza dove l'alto prelato si spo-gliava e si faceva circondare da sei o sette ragazzi
che avevano rapporti sessuali con lui”. Stando al
racconto del manager, la situazione sarebbe sfug-gita di mano: “Tra i ragazzi c'era
qualcuno che portava con sé il te-lefonino: scattò fotografie e girò
filmati in cui l'alto prelato com-pariva mentre aveva un rapporto
sessuale durante un’orgia”. Il
profilo della ricattabilità è un al-tro dei motivi dell’interesse degli
investigatori. Il manager non ha
mai mostrato il video a Zanardi
né ai giornalisti del Fa t to con i
quali è entrato in contatto. So-stiene di aver depositato due co-pie del filmato presso notai, uno  Roma, l'altro in Svizzera: “Temo per la mia vita”,
racconta e aggiunge: “Voglio denunciare tutto per-ché sono disgustato e pentito”.
IL MANAGER ha promesso più volte di fornire una
copia del materiale ma non lo ha mai fatto. Di qui
il dubbio che possa trattarsi di un ricatto. È un
momento di grandissima fibrillazione per la Curia
Romana. Anche il Papa, secondo le indiscrezioni
di un sito cileno, per la prima volta nella storia, ha
parlato di lobby gay e corruzione. Stasera va in
onda su La7 lo speciale sul Vaticano di  Servizio Pub-b l i co  nel quale si parla anche di sesso. La Segreteria
di Stato è stata già toccata dallo scandalo Vatileaks
nel quale fu pubblicata (in esclusiva sulFa t to ) una
lettera di monsignor Carlo Maria Viganò nella
quale l’ex segretario del Governatorato accennava
a comportamenti omosessuali con tono di rim-provero che confinava con la minaccia.
Le notizie riferite dal manager, se vere, potrebbero
avere effetti dirompenti sugli equilibri vaticani.
Addirittura toccando personaggi che qualcuno
indica come possibili papabili. Per ora di certo in
questa storia ci sono solo le registrazioni depo-sitate alla Procura di Savona che sta valutando la
sua competenza. Non ci sono indagati, ma i ma-gistrati sono intenzionati a verificare se le infor-mazioni contenute nei colloqui sono vere. E non è
poco

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